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Le vergini cavalcano la morte

Le vergini cavalcano la morte (1973).
Regia: Jorge Grau.
Film sinuoso, violento e caratterizzato da una sottile sensazione di solitudine e morte. Lucia Bosè è un'austera ma vulnerabile Báthory, Ewa Aulin una perfetta e diafana vittima. Grau dirige con la dovuta attenzione (aiutato anche da splendide scenografie e dalle musiche di Carlo Savina), non tocca le vette di ' Non si deve profanare il sonno dei morti' ma le sfiora da molto vicino. Da vedere anche solo per l'inquietante presenza di Ana Farra nei panni della diabolica serva. Emoglobinico.
My Rating: 7,5/10

Oscar insanguinato

Oscar insanguinato (Theatre of Blood) 1973.
Regia: Douglas Hickox.
Una spietata accusa contro il mondo della critica teatrale, dove l'ostentato atteggiamento di superiorità del giornalismo britannico viene sapientemente caratterizzato da un gruppo di personaggi grotteschi e indimenticabili. Gli omicidi, alcuni dei quali davvero violenti, sono orchestrati con guizzo e fantasia e aiutano a sottolineare la patina di velenoso cinismo di cui il film fa libero sfoggio. Vincent Price è un istrionico, vendicativo e shakespeariano serial killer. Fotografia dai toni pastello di Wolfgang Suschitzky.
My Rating:9/10

Lake Bodom

Lake Bodom, 2016.
Regia: Taneli Mustonen.
Lake Bodom inizia quasi come un piccolo dramma d'auteur (il nordico e gelido quadretto familiare) ma prosegue poi il suo cammino sfruttando uno dei più classici stereotipi horror: quattro giovani ragazzi, un viaggio in macchina e un lago immerso nel bosco. Taneli Mustonen però non si accontenta, si discosta dai cliché e trasforma il suo racconto in un incubo colmo di terrificante e reiterata violenza. Gli scenari ammalianti, i contrasti cromatici della fotografia e l'ingannevole vacuità dei personaggi fanno di questo film un gioiello drammatico, evocativo e davvero affascinante.
My Rating: 8/10

Il testamento

Il testamento (The legacy) 1978
Regia: Richard Marquand.
Film sull'occulto e sulla stregoneria, dove i gatti neri questa volta sono bianchi e dove gli iniziali scenari rurali si trasformano in lussuosi castelli vittoriani. Il gioco al massacro ha così inizio: specchi che vanno in frantumi, gole recise, uomini che prendono fuoco. Un racconto dal tocco necrofilo, con personaggi ben caratterizzati (inquietante la figura della suora/infermiera) e con un ingannevole lieto fine di totale rassegnazione. Bella e brava la Ross e splendide le scenografie. 
My Rating:8/10

La notte delle streghe

La notte delle streghe (Night of the Eagle/ Burn Witch Burn) 1962
Regia:Sidney Hayers
La stregoneria è quella cosa che, come nel caso di questo film, conviene sempre tenere ben nascosta; fra i cassetti della biancheria, all'interno delle pagine di un vecchio libro o chiusa dentro un gioiello. La stregoneria che si insidia nel quotidiano, nella famiglia felice, in una borghesia etico-sociale. La notte delle streghe sfrutta straordinariamente le angosciose psicologie dei personaggi e sa creare una tensione che spesso sfiora i massimi livelli. Bravissima Janet Blair, occhi inquieti, perturbanti e impauriti.
My Rating: 9/10

Ballata macabra

Ballata macabra (Burnt Offerings) 1976
Regia: Dan Curtis.
Ossessiva, angosciosa, macabra favola esistenziale, che richiama nei simboli gli echi gotici della letteratura (Poe, Lovecraft) ma la cui estetica, per quanto sospesa, è fermamente legata al cinema horror settantiano. Curtis costruisce un film dove la tensione è sempre sul piede di guerra, compone immagini superbe e regala ai personaggi la giusta caratterizzazione fisica e psicologica. Un teatrino di volti pittoreschi (Davis su tutti), ambigui ed eccentrici. Finale spaventosamente agghiacciante.
My Rating: 10/10

Il teschio maledetto.

Il teschio maledetto (The Skull).
Regia:Freddie Francis, 1965.
Un vero armamentario del gotico, nella forma e nel contenuto, con quelle splendide e claustrofobiche inquadrature attraverso il teschio e i barocchi arredamenti degli interni. Atmosfere mistiche, lontane e polverose, quasi come fossero uscite direttamente dalle pagine di un antico libro. Straordinari i riferimenti al subconscio (la scena dell'arresto e della roulette russa con scenografie asettiche) e molto suggestiva la fotografia di John Wilcox. Peter Cushing e Christopher Lee in gran forma.
My Rating:8,5/10


Under the Shadow

Under the Shadow (2016)
Regia:Babak Anvari
Un horror dall'aspetto semplice, che scava nella irrimediabile solitudine dei personaggi e che riesce a creare uno strato di tensione potente e onnipresente. Il film vuole anche mostrare un lato difficile dell'infanzia (quello che lega una bambina solitaria ad una madre insoddisfatta) senza manifestazioni di infantilismo o eccessi di drammaturgia. L'orrore c'è, fuori e dentro casa; tra fantasmi legati a credenze religiose e quelli creati dalla guerra. Una guerra che, come dice la protagonista, sembra proprio non voler cessare mai.
My Rating: 7,5/10

I Drink Your Blood

I Drink Your Blood (La rabbia dei morti viventi) 1970
Regia: David E. Durston.
Scritto e diretto da David E. Durston, e un film che riesce ad annullare la distanza tra regista e spettatore, mostrando fin da subito quella bella e sana libertà di espressione tanto cara al cinema grindhouse degli anni 60/70. Sporco e divertente, ma che riesce, tra le pieghe dell'exploitation, a mostrare il bieco disagio del disfacimento giovanile nella cultura hippie. Non mancano satanisti convinti alla "The Manson Family" e scene gore estreme (il suicidio della ragazza incinta). Bellissima Lynn Lowry.
My Rating:7,5/10


Deathgasm

Deathgasm (2015)
Regia:Jason Lei Howden.
Dalla Nuova Zelanda uno vero splatter: eccessivo, politicamente scorretto e con un comparto gore di altissimo livello. Deathgasm è un frullato delirante, estremamente grottesco, che omaggia il metal e si introduce a piede libero nell'oscuro territorio del satanismo. Personaggi volutamente caricaturali, palesi riferimenti al Peter Jackson degli esordi e una notevole dose di dissacrante ironia (dirty talking e turpiloqui a non finire). Divertentissima la scena dei sex toys usati come armi contundenti.
My Rating: 7,5/10

Omen- Il presagio

Omen- il presagio (The Omen) 1976
Regia:Richard Donner.
Le musiche e i canti gregoriani di Jerry Goldsmith, il volto infantile e luciferino di Harvey Stephens, il demonio all'interno di un contesto familiare politico/borghese; signore e signori questo è Omen-Il Presagio. Un viaggio teologico sulla possessione ma soprattutto sull'ossessione diabolica, con lampi di regia unici e momenti davvero terrificanti (l'omicidio/suicidio della baby sitter che, quasi come un angelo vendicatore, si lancia sorridente nel vuoto a braccia aperte). Fondamentale.
My Rating: 9,5/10

Darling

Darling 2015.
Regia: Mickey Keating
Prima del soleggiato Carnage Park Mickey Keating dirige questo piccolo horror polanskiano girato quasi tutto all'interno di una lussuosa villa newyorkese. Ottimo il parterre tecnico: pochi dialoghi, montaggio iperbolico, sonoro stridente e una cura per l'estetica maniacale (bellissima la fotografia in bianco e nero di Mac Fisken). Un film livido e psichedelico, permeato da allucinazioni (visive e auditive) e da un'esasperata quanto violenta follia femminea. Bravissima Lauren Ashley Carter.
My Rating:9/10

La pelle di Satana

La pelle di Stana (The Blood on Satan's Claw) 1971.
Regia: Piers Haggard.
Una di sorta di villaggio dei dannati, dove i dannati sono giovani fanciulle (con tanto di adepti) dedite alla stregoneria. Un film peccaminoso, sommerso dal fascino della magia nera e contornato da splendidi paesaggi boschivi. Auto mutilazioni, stupri, rituali esoterici, quasi un body horror dai sapori gotici e fiamminghi (la pelle infetta, l'orribile peluria felina sul corpo). Linda Hayden, che sembra uscita da una foto di David Hamilton, è angelica, eterea e profondamente diabolica.
My Rating: 9/10



Black Christmas

Black Christmas (1974)
Regia:Bob Clark
La scena iniziale, con la soggettiva dell'assassino (di cui sentiamo solo l'affannoso respiro), la stadycam che barcollante si introduce all'interno dell'istituto e i primi squilli telefonici, è tra le più inquietanti e morbose di tutto il cinema horror settantiano. Bob Clark si immerge all'interno di un microcosmo femminile fatto di (re)pressioni sessuali, con chiaroscuri d'una borghesia perbenista e fatiscente, mantenendo sempre un'atmosfera incubotica e ossessiva ancora oggi ineguagliabile.
My Rating: 10/10

Starry Eyes

Starry Eyes, 2014.
Regia: Kevin Kölsch e Dennis Widmyer.

Uno degli horror più completi da dieci anni a questa parte. Starry Eyes si districa attraverso violente metafore sul cinema (soprattutto sull'industria cinematografica), l'ambizione, la libertà individuale e il male di vivere quotidiano. L'andamento del film è quello del body horror, ma i riferimenti al genere slasher sono inequivocabili. Onirico, spietato e dai sapori incantatori. Stupefacente l'interpretazione di Alexandra Essoe, che riesce a tramutare la sua implacabile fragilità in una spietata furia sanguinolenta.

My Rating:10/10



La Vestale di Satana

La vestale di Satana (1971)
Regia: Harry Kümel.
In certi film i colori rappresentano tutto, il guscio e il suo interno, l'evolversi della storia e il susseguirsi degli stati d'animo. Nel caso del film di Kumel i colori principali sono tre: rosso (il sangue scuro che fuoriesce dalle vene, la vita), blu (la notte fredda, la spiaggia deserta, la solitudine) ed infine il grigio ( l'alba, la prima nebbia del mattino, la morte inesorabile). Un film dove l'estetica, ma soprattutto la bellezza dell'estetica, è una disciplina e non un presuntuoso capriccio. Dal fascino profondamente ambiguo le tre vampiriche protagoniste.

My Rating: 9/10




La casa dei 1000 corpi

La casa dei 1000 corpi ( The house of 1000 corpses) 2003.
Regia:Rob Zombie.
Due, tre, quattro film in uno: dall' exploitation settantiano al grindhouse più sporco, per poi sprofondare nel gotico più funereo e finire la corsa in un folle, grottesco e sanguinario "tunnel dell'orrore". La casa dei 1000 corpi ha con sé il nerbo registico (appena nato) di Rob Zombie, autore capace di citare e omaggiare i grandi classici del genere restando sempre fedele a se stesso. E questo film, infatti, non è altro che il preludio di ribellione che conduce ad un'ascesa cinematografica unica, potente e straordinaria. Indimenticabili i cattivi/outsider, gli scenari halloweeneschi e la versatile colonna sonora.
My Rating: 9,5/10

Triangle

Triangle 2009 .
Regia: Christopher Smith.


Un film come Triangle non va raccontato, non va nemmeno interpretato o motivato, è un'opera da assimilare nel più totale isolamento. Isolamento che vive anche la sua protagonista, in lotta contro se stessa (?) o contro un destino già scritto. Regia straordinaria, che riesce a tenere altissimi i livelli di terrore, claustrofobia e ansia (i corridoi della nave, l'arrivo della tempesta). Melissa George, coinvolta in vortice narrativo stratificato e reiterato, riesce a partorire tutti i drammi morali che la tormentano e ci regala alcuni dei primi piani più belli e intensi della sua carriera. 

My Rating: 8,5/10



Le Streghe di Salem

Le streghe di Salem (The Lords of Salem) 2012 
Regia: Rob Zombie.

Una città e i suoi scheletri nell'armadio, una melodia lugubre, quasi ancestrale, che ricorda i suoni musicali del diavolo banditi nel Medioevo. Rob Zombie si dimostra un cineasta colto, maturo, che sa raccontare storie attraverso altre storie. Sheri Moon Zombie è bravissima, in un ruolo che sembra cucito direttamente sulla sua pelle. Il suo declino fisico/psichico è forse l'elemento più inquietante di questo capolavoro onirico. Un film che si tinge dei freddi colori autunnali di Salem, blasfemo e coraggioso, con sequenze girate magnificamente.

My Rating: 10/10


The Bay

The Bay (2012) 
Regia: Barry Levinson.

Il messaggio è chiaro: L'uomo uccide il pianeta (in questo caso una folcloristica baia nel Maryland) e il pianeta , per vendicarsi, uccide l'uomo. Barry Levinson dirige un horror epidermico e realistico, riuscendo a descrivere la paura senza troppe sovrastrutture narrative. The Bay infatti colpisce più per l'inermità di cui sono "vittima" i personaggi che per i sanguinolenti effetti gore (che risultano comunque efficaci e ben dosati). Un found footage piccolo e dignitoso, che trasforma un apparente fatto di cronaca in un incubo di morte e totale desolazione.

My Rating: 8/10