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Lake Bodom

Lake Bodom, 2016.
Regia: Taneli Mustonen.
Lake Bodom inizia quasi come un piccolo dramma d'auteur (il nordico e gelido quadretto familiare) ma prosegue poi il suo cammino sfruttando uno dei più classici stereotipi horror: quattro giovani ragazzi, un viaggio in macchina e un lago immerso nel bosco. Taneli Mustonen però non si accontenta, si discosta dai cliché e trasforma il suo racconto in un incubo colmo di terrificante e reiterata violenza. Gli scenari ammalianti, i contrasti cromatici della fotografia e l'ingannevole vacuità dei personaggi fanno di questo film un gioiello drammatico, evocativo e davvero affascinante.
My Rating: 8/10

Under the Shadow

Under the Shadow (2016)
Regia:Babak Anvari
Un horror dall'aspetto semplice, che scava nella irrimediabile solitudine dei personaggi e che riesce a creare uno strato di tensione potente e onnipresente. Il film vuole anche mostrare un lato difficile dell'infanzia (quello che lega una bambina solitaria ad una madre insoddisfatta) senza manifestazioni di infantilismo o eccessi di drammaturgia. L'orrore c'è, fuori e dentro casa; tra fantasmi legati a credenze religiose e quelli creati dalla guerra. Una guerra che, come dice la protagonista, sembra proprio non voler cessare mai.
My Rating: 7,5/10

Deathgasm

Deathgasm (2015)
Regia:Jason Lei Howden.
Dalla Nuova Zelanda uno vero splatter: eccessivo, politicamente scorretto e con un comparto gore di altissimo livello. Deathgasm è un frullato delirante, estremamente grottesco, che omaggia il metal e si introduce a piede libero nell'oscuro territorio del satanismo. Personaggi volutamente caricaturali, palesi riferimenti al Peter Jackson degli esordi e una notevole dose di dissacrante ironia (dirty talking e turpiloqui a non finire). Divertentissima la scena dei sex toys usati come armi contundenti.
My Rating: 7,5/10

Holidays

Holidays 2016 
(registi varI)

Otto storie che ripercorrono tutte le festività senza retorica o luoghi comuni di sorta. Siamo infatti di fronte ad un vero gioiello orrorifico, dove ogni segmento è unico e indimenticabile. Valentine's Day di Kevin Kölsch & Dennis Widmyer, St. Patrick's Day di Gary Shore, Mother's Day di Sarah Adina Smith e Halloween di Kevin Smith, sono forse gli episodi migliori, tra sacrifici umani, camgirl impazzite, donne che partoriscono serpenti e terrificanti rituali sulla fertilità. #Holidays è un incubo ad occhi aperti, un'escalation di crudeltà e follia, con una delle messinscene più belle degli ultimi anni.

My Rating:10/10

February

February (The Blackcoat's Daughter) 2015
Regia: Oz Perkins. 

Un film suggestivo, con un certo rigore psicologico/estetico che ricorda un po' il Lynch di Twin Peaks. Femmineo, gelido, asettico, con personaggi sospesi, ambigui, che raramente si guardano negli occhi. Un horror "demoniaco" sull'incomunicabilità e sulla spietatezza della mente umana. Straordinarie le 3 giovani attrici e splendida la grigia fotografia di Julie Kirkwood.


Voto: 10/10


The Devil's Candy

The Devil's Candy, 2015.
Regia:Sean Byrne.

Byrne, che già ci aveva entusiasmato col suo gioiellino sadico The loved Ones, si lancia, questa volta, nel mondo profetico e mefistofelico dell'anticristo. Ma la vera essenza del suo secondo lungometraggio -elementi soprannaturali a parte- è la musica, che avanza con forza indicibile potenziando il senso di disagio sociale e orrore casalingo che il film vuole comunicare. Straordinario il delirante finale, dove le grida dei personaggi e la colonna sonora si amalgamano dando vita ad un "componimento musicale" straziante e ansiogeno. Tra il cast, una Gibson Flying V rosso fuoco che difficilmente dimenticherete.
My Rating: 8,5/10

Viral

Viral, 2016.
Regia: Ariel Schulman and Henry Joost.
Colorato dalla fotografia giallo ocra di Magdalena Gòrka, Viral intreccia sapientemente doomsday movie e body horror; intrattiene con una narrazione avvincente ed è arricchito dalla presenza di due giovani e bravissime attrici: Sofia Black- D'elia e Analeigh Tipton. La sensazione che si ha è quella di essere coinvolti in una piccola impresa di cinema epidermico/indipendente. Piccola sì e a tratti modesta, ma la ricerca della perfezione può anche rivelarsi solo dispendiosa e a conti fatti, come in questo caso, non è neanche troppo utile.
My Rating: 8/10

The Bye Bye Man

The bye bye Man 2017
Regia: Stacy Title.

The bye bye Man è un film su persone che non vedono. Non vedono ciò che vedono gli altri e non riescono a distinguere il reale dal soprannaturale. Metafora, sfruttata forse un po troppo, che accomuna gran parte delle pellicole legate al filone delle ghost stories. Siamo comunque di fronte a un buon prodotto horror, dove gli spazi chiusi e gli interni delle abitazioni (fotografati in modo perfetto da James Kniest) vengono sfruttati sapientemente per contribuire ad amplificare il livello di tensione del racconto. Bye Bye Man è una figura lugubre e folkloristica, un Mefistofele "imprigionato" in un'epoca moderna pregna di scetticismo, ansia e massificazione.

My Rating: 8/10